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Massimiliano Max Carola

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Ti starai chiedendo chi sono. Lo sento 😀

Mi chiamo Massimiliano (per gli amici Max). Nasco nel 1974 … non ti preoccupare, non ti annoierò con un pippone sulla mia vita 😉

In casa mia la musica è stata presente sin dai primi mesi di vita.

Il mio papà infatti da giovane si dilettava suonando il pianoforte (e qualche volta anche il basso) in serate dal vivo, cavalcando l’onda dei gruppi degli anni ’60, passione poi coltivata soprattutto con l’ascolto.

Erano anche gli anni della passione per l’alta fedeltà (HiFi). A casa avevo a disposizione un ottimo impianto con una mitica (almeno per me) piastra TEAC, oltre all’immancabile giradischi. 

La mia iniziazione musicale avviene tramite una cassetta che mi passa mio fratello. Prima canzona che ascolto e che mi rapisce? One Vision dei Queen.

Da quel momento entro in una fase Queen a manetta.

Arriveranno poi The Police, Pink Floyd, Simply Red, Level 42, U2 e tanti tanti altri.

Alle superiori iniziano le prime prove in gruppo con amici.

Massimiliano Max Carola

Inizio come tanti con la chitarra (mai abbandonata del tutto).

Poi è proprio un compagno di scuola a farmi scoprire il basso elettrico.

Porta a casa mia un basso che assomigliava tanto ad un Gibson SG (non ricordo bene la marca … magari era proprio un Gibson).

Fu amore a primo “ascolto”.

Complice anche il fatto che ogni volta che volevamo riunirci per suonare, c’era il problema del “bassista” (un po’ come quando si doveva scegliere chi dovesse andare in porta nelle partite di calcio da strada), decido di passare al basso definitamente. Anche perché è quello lo strumento che mi fa battere il cuore.

Il basso si sposa perfettamente con il mio modo di essere. Mi piace lavorare sullo sfondo, dare consistenza consistenza alla musica e soprattutto mi piace ascoltare tutta la band suonare e non solo me stesso.

Lo studio universitario ed il lavoro ben presto mi portano ad un rapporto frammentario con la musica. 

Dopo un lungo periodo di musica fatta come assoluto amatore, inizio a studiare la teoria, le armonie, gli spartiti, le strutture. Davanti ai miei occhi ed orecchie si schiude un mondo immenso. Finalmente riesco a comprendere ed assaporare la musica con maggiore cognizione di causa.

Inizio a riprendere a suonare dal vivo con diverse formazioni locali di cover italiane e straniere. Partecipo ad una bellissima esperienza semi-orchestrale in uno spettacolo dedicato a Fabrizio De André, sotto la guida di un maestro del conservatorio. Posso così salire su un bel palco.

Mi piace pensare che questo risultato sia stato possibile anche grazie al tempo passato ad imparare a leggere e scrivere la musica.

Palco della marina di Civitavecchia
Marina di Civitavecchia

Studio alternando l’approccio da autodidatta e quello delle classiche lezioni one to one (l’anno scorso ho frequentato la scuola Bass To Rock). 

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